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Miranese

Lungo gli scoli nella campagna del miranese.


Premessa.
Presentazione.
Accesso alle rive dei canali: le regole del contadino e del proprietario terriero.
Punti di potenziale difficoltà.
I canali di scolo.
Le ville venete lungo il percorso.
Scheda del percorso.
Descrizione del Percorso



Premessa.
Percorrere i tratturi lungo i canali di scolo può rivelarsi un´esperienza molto suggestiva e una maniera alternativa per ammirare la campagna del miranese.
Tuttavia la cosa non è di facile attuazione, poiché molte delle rive sono chiuse al passaggio da cancelli con tanto di cartelli indicanti la "proprietà privata" e il "divieto d’accesso".
Nota: Questo percorso l´avevamo progettato e testato già nel 2017 ma solo ora lo rendiamo disponibile a tutti dopo aver riverificato tutti i punti "critici" a suo tempo evidenziati.

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Presentazione.
Il percorso, pur essendo molto breve, lo abbiamo classificato impegnativo per i seguenti motivi:
- 1- Il fondo di molti tratturi è sconnesso, mettendo a dura prova le braccia.
- 2- In alcuni periodi dell’anno, lungo i tratturi, l´erba è molto alta e non agevola la pedalata.
- 3- Alcuni tratturi, che al momento in cui il percorso è stato testato erano accessibili, potrebbero non piùesserlo, costringendovi a ritornare sui vostri passi. – vedi "Accesso alle rive dei canali di scolo".

Si parte dal parcheggio vicino allo stadio comunale di Mirano.
Dopo lo sterrato di Via Viasana si percorrerà il tratturo lungo lo scolo Caltressa e quindi, seguendo le rive del canale Menegon, si arriva nel territorio del Comune di Spinea dove, lungo le rive del Rio Fiumetto, si raggiung† la località di Orgnano - Santa Bertilla.
Ad Orgnano le rive degli scoli sono inaccessibili (reti, cancelli etc.) e quindi raggiungeremo le rive del Rio Cimetto (o Fiumetto) in località Luneo-Via Barzizza.
Una volta arrivati in Via della Costituzione (Spinea), causa altri cancelli e/o divieti vari, "attraverseremo", su asfalto, il passante di Mestre per riprendere il tratturo lungo il Cimetto.
Dopo aver costeggiato le "Cave di Luneo" s´arriva in Via Zinelli, dove l´addio allo scolo Cimetto sarà definitivo (entrambe le rive sono precluse da recinzioni che arrivano quasi a sfiorare l´acqua).
Raggiungeremo Mirano, percorrendo un tratto dello scolo Parauro, del Refosso Vallona e del Muson Vecchio, entrando nel parco di villa Belvedere, per raggiungere poi il punto di partenza.

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Accesso alle rive dei canali: le regole del contadino e del proprietario terriero.
Molti tratturi lungo i canali sono di libero accesso, altri sono impediti da sbarre e/o cancelli (non chiusi) e quindi si corre il rischio di tornare indietro e cambiare il percorso pianificato, ma tentare non nuoce.
Per ulteriori informazioni riguardante l´accesso alle rive dei canali, vi rimando all´;estratto del Regolamento Polizia Idraulica del consorzio di bonifica "Acque risorgive"(lo trovate in allegato alla descrizione in pdf) e ad un estratto della linea guida "Rispetta il tuo canale", sempre del consorzio, in cui sono evidenziate le parti per i "cicloturisti".
Chiedendo informazioni ad alcuni contadini, le cui terre confinano con i canali, scoprirete che l´uso del tratturo (zona di rispetto) è consentito a tutti, mezzi a motore esclusi se non autorizzati, purché vi sia il costante rispetto dell´ambiente circostante.
I "proprietari terrieri" vi diranno che la riva è di loro assoluta proprietà e quindi non transitabile pena una denuncia.

Considerazioni: tra cancelli, sbarre e regolamenti vari, il percorrere i tratturi lungo i corsi d´acqua si rivelerà un´avventura, poiché non saprete se e come lo finirete, ma vale comunque la pena di tentare, sempre comunque sotto la vostra responsabilità nell´assoluto rispetto dell´ambiente che vi circonda.


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Punti di potenziale difficoltà:

Canale Menegon: uscita direzione ciclo-pedonale Canale Taglio: C´è un cancello, generalmente aperto, che potete trovare chiuso e quindi sarete costretti a tornare indietro verso il parco sul passante per attraversare poi il Canale Taglio.
Località Luneo-Barzizza - accesso alla riva del Cimetto: per accedere alla riva dovete aprire il cancello scorrevole (nel nostro ultimo passaggio era già aperto). Se fosse chiuso o non foste nella condizione di aprirlo dovrete, su asfalto, portarvi nella parte opposta del passante. (Zona Luneo).
Tratturi sconnessi: Gran parte dei tratturi sono sconnessi e quindi sarebbe preferibile una bici ammortizzata e in molti periodi dell’anno l’erba è piuttosto alta rendendo difficile la pedalata.


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I canali di scolo:

Scolo Caltressa:ha origine in corrispondenza della derivazione Lusore-Mason, percorre via Braguolo, via Cenaceo, proseguendo poi in aperta campagna, per confluire infine nello scolmatore di Mirano in via Scaltenigo; un ramo, dopo Via Porara, assume il nome di Canale Menegon.
Canale Menegon: è il principale affluente del Lusore, cui si congiunge in prossimità della foce dello stesso poco prima della Laguna, all´interno della zona industriale di Marghera.
Scolo Parauro:nasce dal Muson Vecchio, oltrepassa, tramite botte a sifone, il Refosso Vallona, procedendo lungo la campagna a nord-est di Mirano intersecando via Parauro e via Zinelli. Il Parauro è un affluente di destra dello scolo Cimetto.
Scolo Refosso Vallona: è’ uno scolo consortile che scorre quasi parallelo al Muson Vecchio per poi confluire nel Taglio di Mirano.
Scolo Cimetto-Fiumetto: è’ il principale affluente di sinistra dello scolo Menegon. Si origina in Comune di Salzano nei pressi del fiume Muson Vecchio da una derivazione del Refosso Vallona: occupa probabilmente un vecchio alveo del Muson, utilizzato da questo prima che fosse deviato tramite il canale Taglio di Mirano.
Una volta arrivato in località Orgnano di Spinea, il Cimetto si divide in due rami:
a- Lo scolo Fiumetto (ramo del Consorzio Acque Risorgive) scorre in direzione sud - e scarica nel canale Menegon.
b- Lo scolo Cimetto (ramo dell´ex Consorzio Dese Sile) che prosegue verso est ed in località Gazzera curva verso nord e confluisce poco dopo nel fiume Marzenego, proprio dove quest´ultimo si biforca scorrendo attorno al centro di Mestre.

(Fonti bibliografiche:
Piano di classificazione immobili ricadenti nel comprensorio consortile – Consorzio di bonifica Acque Risorgive - 2011
Relazione tecnico-illustrativa – Comune di Spinea - Piano delle Acque 2013.
Relazione tecnico-illustrativa – Comune di Mirano - Piano delle Acque 2015.


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Le ville venete lungo il percorso.

Villa Querini – (Mirano).
Secolo: XVII - La villa è di origine seicentesca, anche se le forme attuali risalgono all´ultimo decennio del Settecento, quando tutto il complesso venne rinnovato stilisticamente. Barchessa ampliata nel 1843, dotata di portico a cinque archi a tutto sesto.
Oratorio, dedicato a San Bernardino, a unica navata con timpano modanato e dentellato e con piccolo rosone centrale. Portale di ingresso con sopraluce a tutto sesto.
Villa privata: non visitabile.

Villa Bollani, Molin, Memmo, Erizzo, detta "Belvedere" – (Mirano).
Eretta nel cinquecento dalla famiglia Bollani rappresenta una delle più antiche residenze padronali di Mirano. Essendo prima di tutto un´azienda agricola con annessi dei mulini fu costruita non a caso sulle rive del Muson.
Passò agli Erizzo nei primi anni venti del 1800, quindi ai Barzizza che costruirono le scuderie e risistemarono il parco.
Negli anni 50 del XX secolo fu trasformata in segheria con la barchessa destinata a deposito. Nel 1969 la villa fu acquistata dal Comune di Mirano che con il supporto della Soprintendenza dei Beni Architettonici ed Ambientali del Veneto orientale, ha riportato il complesso al suo antico splendore.
Di fronte a villa Belvedere si erge il suggestivo complesso architettonico del Castelletto e delle Grotte del Belvedere, costruito nella seconda metà dell´ottocento dal nobile veneziano Vincenzo Paolo Barzizza secondo il gusto tardo romantico delle finte rovine.
Villa aperta al pubblico e sede di uffici comunali.

Villa Giustinian - Morosini – detta "XXV Aprile” – (Mirano).
Il complesso, in stile palladiano, terminato nel 1661 dalla famiglia Giustinian passò alla famiglia Morosini nel 1792 che la restaurò in maniera radicale.
La villa è costituita dalla casa padronale e da una barchessa ora sede espositiva.
Villa di proprietà del Comune di Mirano e sede dell´ex biblioteca comunale.

Villa Barbarigo, Lassotovich - Mirano.
La villa è adiacente ad un altro edificio appartenuto sempre alla famiglia Barbarigo.
Poche sono le notizie certe inerenti la villa che quasi certamente è una pesante ristrutturazione di un preesistente edificio seicentesco, mentre gli annessi sembrano piùantichi della villa dominicale.
L´edifico è impreziosito da un oratorio il cui ingresso è posto in Via Giudecca.
Villa privata: non visitabile.

Villa Barbarigo, Astori, Carraro – Mirano.
La villa, appartenuta prima alla famiglia Michiel, passò ai Barbarigo intorno al 1661. L´edificio è realizzato in un unico corpo dalle proporzioni massicce ingentilito, sul lato est, da una torretta che ha lo scopo di "proteggere" una scala a chiocciola in pietra massiccia. Ben conservata è anche la vicina barchessa.
Villa privata: non visitabile.

Villa Loredan – (Mocenigo) - Mirano.
La villa è più nota come "Mocenigo", sede di un agriturismo, ma in realtà i primi proprietari furono i Loredan, nome con cui è registrata presso l´Istituto Regionale Ville Venete. L´edificio è databile intorno al XVI secolo ed essendo immerso nella campagna miranese richiama molto l´atmosfera del "vivere in villa".
Vicino alla villa si trova un oratorio dedicato a San Lorenzo.

Villa Tozzi – Spinea.
La villa (sec. XVIII) cela dietro di sé uno tra i più bei parchi del Comune di Spinea, ricco di specie arboree quali magnolie, tigli, pioppi, olmi, acacie, platani e querce. Nell´ottocento la villa era conosciuta come Cornoldi - Ponci.
Edificio compatto su tre livelli, con tetto a padiglione. La facciata su strada presenta, a piano terra, un portale centinato di ingresso, a piano primo, due finestre con timpano triangolare.
Villa privata: non visitabile.

Villa Benini, Zampieron, Franchi – Spinea.
La villa (sec. XIX) presenta un volume compatto su tre livelli. Facciata principale con copiosità di elementi decorativi a rilievo e fregi.
Villa privata: non visitabile.

(Fonti bibliografiche: Istituto Regionale Ville Venete .

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Scheda del percorso.

Il 42.1% del percorso si svolge ungo tratturi, molti dei quali po´ sconnessi.
Se consideriamo anche lo sterrato si arriva al 58.4 % di strada priva di qualsiasi tipo d´asfalto.
Alcune piste ciclabili, soprattutto nel comune di Spinea, sono delimitate dagli "occhi di gatto" che dal nostro punto di vista rappresentano punti di potenziale perdita dell´equilibro e conseguenti cadute, soprattutto in caso di pioggia.
L´unico tratto pericoloso va dal parcheggio del supermercato sino all´attraversamento di Via Luneo, prima per imboccare il sottopasso del Passante di Mestre, poi per raggiungere lo sterrato che vi scorre accanto.

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DATI DEL PERCORSO

Data 11 Agosto 2019
Partenza - Arrivo Mirano – Parcheggio stadio comunale.
Lunghezza 24.5 Km
Tempo percorrenza 2 h e 20´
Difficoltà Difficile
Velocità media 10.5 Km/h
Dislivello: salita 0.0 mt.
Bicicletta consigliata MTB
Strada asfalta 17.7% - 4.3 Km.
Pista Ciclabile 23.9% - 5.9 Km..
Sterrato 16.3% - 4.0 Km.
Tratturo 42.1% - 1.3 Km.

Altimetria percorso.

Foto: Lo scolo Caltressa e il canale Menegon ← → Foto: Il Fiumetto, il Cimetto e il Pararuro


Links:

Lungo le rive del cis Musonem< ← → Lungo le rive dello scolo Lusore ← → Regolamento Polizia Idraulica


Video:

Scolo Caltressa← → Scolo Caltressa← → Canale Menegon← → Canale Menegon← → Canale Menegon← → Canale Menegon← → Canale Menegon - Laghetto← → Canale Menegon - Laghetto← → Canale Menegon - Spinea← → Via Refosso Vallona← →




DESCRIZIONE PERCORSO

START: Mirano - Parcheggio stadio comunale.
Si parte dal parcheggio dello stadio comunale.
Raggiungiamo Via G. Matteotti e ci portiamo sulla ciclabile. Arrivati al semaforo attraversiamo Via Cavin di Sala e proseguiamo a sinistra sino ad incrociare Via Viasana ( Km. 0.46).
Percorse poche centinaia di metri di strada asfaltata, giriamo a sinistra sulla strada sterrata.


Mirano – Scolo Caltressa: 2.6 Km.
Lo sterrato lungo Via Viasana è immerso nella campagna e due sono le cose da segnalare:
1- Villa Loredan (Mocenigo) – XVI sec. – Ora azienda agricola e agriturismo.
2- L´oasi Giuseppe Verdi.
Al termine dello sterrato si arriva sul ponte dello scolo Caltressa dove giriamo a sinistra dopo averlo oltrepassato.
Dopo pochi metri, oltre una sbarra, inizia il tratturo lungo lo scolo Caltressa. Il tratturo ha un fondo abbastanza regolare.


Mirano – Via Scaltenigo: 3.7 Km.
Percosi quasi in chilometro c´è una sbarra passata la quale, dopo circa 0.15 Km., si arriva in Via Scaltenigo, dove giriamo a destra sino all´altezza del capitello che notiamo alla nostra sinistra.
Passati sul lato opposto, a fianco del capitello e dopo l´ennesima sbarra, inizia un nuovo tratto di tratturo che costeggia sempre lo scolo Caltressa.
Al Km 4.8 il tratturo termina ed inizia un tratto in asfalto che porta in Via Porara.


Mirano – Via Porara: 5.1 Km.
Lo scolo Caltressa dopo Via Porara prende il nome di Canale Menegon.
Attraversata Via Porara, giriamo a destra sulla ciclabile e dopo un centinaio di metri, alla nostra sinistra, ci portiamo sul tratturo che costeggia il Menegon.
Questo tratto di tratturo merita di essere fatto tuttavia, al Km. 6.1, c'è un cancello che potrebbe essere chiuso, costringendovi a raggiungere la ciclabile sul Canale Taglio attraversando l´area verde di via Porara, lungo il Passante di Mestre.
Nota: L´area verde lungo il Passante è ora parco urbano, dedicato (Giugno 2019) a Ivana Cagnin nota per essere stata il cuore del Comitato Viabilità Sicura di Scaltenigo e Ballò e scomparsa nel gennaio 2019 all´età di 78 anni.
Dopo poche centinaia di metri, all´altezza delle paratoie, svoltiamo a sinistra ( 5.9 Km. - proseguire lungo il Menegon per raggiungere la ciclabile sul Taglio è impedito da recinzioni spinate) costeggiando un campo coltivato alla cui fine c´è un cancello (vedi nota sopra) oltre il quale è possibile raggiungere la ciclabile sul Canale Taglio al Km. 6.3.
Il Canale Menegon oltrepassa il Canale Taglio, con il sistema "botte a sifone", costituite da due canne.


Mirano – Ponte ciclo-pedonale sul Canale Taglio: 6.8 Km.
Dopo aver percorso circa cinquecento metri si arriva al ponte ciclo-pedonale Canale Taglio, attraversato il quale giriamo a sinistra e proseguiamo lungo Via Taglio Sinistro.
Proseguiamo con molta attenzione – strada molto trafficata - sino a raggiungere la rotonda (7.2 Km.) dove inizia una ciclabile che porta nuovamente sulle rive del Menegon.
Giriamo a destra sul tratturo sino ad arrivare al ponte ( 7.9 Km.) attraversato il quale proseguiamo sino a raggiungere Via Malpaga.
Nota: subito dopo il ponte c´è un piccolo stagno d´acqua di cui non conosciamo il nome.


Mirano – Via Malpaga: 8.5 Km.
Il tratturo che porta in Via Malpaga non è molto curato e un po´ sconnesso.
Nota: Attenzione a quando si arrivata in Via Malpaga poiché vi è una catena, molto robusta, che sbarra il passo e assai pericolosa in quanto poco visibile e non segnalata.
Al termine del tratturo giriamo a destra, oltrepassiamo il passante servendoci della "ciclabile del sottopasso": fate attenzione alle numerose caditoie di scarico, infossate nell´asfalto, che creano delle pericolose "buche" che potrebbero farvi perdere l´equilibrio.
Usciti dal sottopasso attraversiamo Via Malpaga all´altezza del capitello e seguiamo la strada verso il passante che ci porterà nuovamente sulle rive del Canale Menegon. ( Spinea - Via Verona – 9.0 Km.).
Seguiamo lo sterrato e dopo poche decine di metri saliamo sul tratturo lungo il canale.


Spinea – Scolo Fiumetto: 11.1 Km.
Per tutta la sua lunghezza il tratturo è un po´ sconnesso e metterà a dura prova le vostre braccia.
Il tratto che percorriamo si trova nel Comune di Spinea, (dall´altra sponda c´è il territorio comunale di Mira) e termina dove vi confluisce lo scolo Cimetto.
Nota: abbiamo percorso anche il lato di "Mira" ma una volta giunti in prossimità del ponte ferroviario proseguire è impossibile.
Anche il tratturo lungo il Fiumetto non è molto regolare e potreste trovare anche l´erba alta e sembra non essere particolarmente "frequentato".


Spinea – Via della Costituzione: 11.7 Km.
Il tratturo lungo il Fiumetto termina all´incrocio con Via Crea (11.6 Km.).
Dopo aver attraversato Via Crea e Via della Costituzione, saliamo sull´argine dello Scolo Fiumetto per raggiungere la prima periferia di Spinea.
Anche questo tratto di tratturo non è molto regolare e caratterizzato da erba non propriamente bassa.


Spinea – Ponte in Via Solferino: 12.5 Km.
Questo tratto di tratturo termina dove ci sono le prime case ( 12.2 Km.), lasciando il posto ad un tratto asfaltato.
Percorsi circa trecento metri, attraversiamo la strada e proseguiamo dritti sullo sterrato dopo aver attraversato il ponte sul Fiumetto.


Spinea – Orgnano, Via Roma: 13.8 Km.
Dopo il ponte inizia la ciclo-pedonale (sterrato) che porta in località Orgnano di Spinea - Via Roma.
Nel percorrere questo tratto fate molta attenzione poiché, soprattutto nei giorni festivi, è frequentato da numerosi pedoni.
Giunti in Via Roma giriamo a destra sino a raggiungere il passaggio pedonale, di fronte alla Chiesa Santa Bertilla, che permette di attraversare la strada e proseguire quindi a sinistra.
Nota: Non attraversare Via Roma nel punto in cui termina la ciclo-pedonale, poichè la strada alla vostra sinistra è preceduta da una curva "cieca" che impedisce di verificare se arrivano veicoli.
Proseguiamo su quella che viene definita una ciclabile (attenti agli occhi di gatto poiché se li prendete di lato potrebbero farvi perdere l´equilibrio) sino a raggiungere ad imboccare Via Beccaria, (14.2 Km.).


Spinea – Via Luneo: 14.5 Km.
Al termine di Via Beccaria (14.4 Km.) giriamo a sinistra (Via Pirandello) per arrivare in Via Luneo dove svoltiamo a destra lungo la ciclabile. Nota: anche in questo caso attenti agli occhi di gatto poiché se li prendete di lato potrebbero farvi perdere l’equilibrio).
Dopo circa seicento metri svoltiamo in Via Barzizza, al Km. 14.8 (no pista ciclabile).


Spinea – Ponte sullo scolo Cimetto: 15.0 Km.
Una volta arrivati al ponte sul Cimetto (oltre al quale inizia un lunghissimo tratto ciclo-pedonale che porta alla Villa Barzizza), attraversiamo la strada e il cancello (di solito sempre aperto) per iniziare un tratto di tratturo lungo il Cimetto.
Nota: Se il cancello fosse chiuso dobbiamo ritornate in Via Luneo, girare a destra (ciclabile) per raggiungere il punto in cui seguiremo lo sterrato lungo il passante ( Km. 16.5 Km).
Il tratturo è molto sconnesso e dove non ci sono abitazioni non è affatto curato.
Al Km 15.3 il tratturo lascia il posto ad un tratto di sterrato, che contorna l´area verde creata a fianco del supermercato, finito il quale si entra nell´area parcheggio e qui con molta cautela dobbiamo raggiungere Via della Costituzione.


Spinea – Via della Costituzione: 15.6 Km
Una volta arrivati nella strada provinciale ci dirigiamo verso sud, servendoci del marciapiede (la pista ciclabile è sul lato opposto e non c´è possibilità di attraversare la strada e nel caso scendete e proseguite a piedi) sino alla rotonda dove, usando il passaggio pedonale, ci portiamo in Via Luneo(15.9 Km.) priva di pista ciclabile.


Spinea – Via Luneo - Passante: 16.5 Km.
Arrivati all´altezza di Via Negrelli, con molta attenzione, attraversiamo Via Luneo per poter utilizzare il sottopasso ciclabile del Passante di Mestre.
Nota: La scelta di Via Negrelli è giustificata dal fatto che l´attraversamento sull´esistente passaggio pedonale, a nostro avviso, è troppo a ridosso dell´uscita del sottopasso, e quindi pericoloso.
Usciti dal sottopasso attraversiamo (sempre con grande attenzione perchè a sinistra la strada presenta una curva che nasconde un po´ l´arrivo di eventuali veicoli a motore e a destra c´è l´uscita del sottopasso e non sempre gli automobilisti rispettano il limite di velocità) Via Luneo per portarci sullo sterrato che scorre a fianco del passante.


Spinea – Tratturo sul Cimetto: 16.8 Km.
Abbandoniamo lo sterrato, dopo averne percorso poche centinaia di metri (circa 300), e pieghiamo a sinistra dove inizia il tratturo lungo lo scolo Cimetto.
Questa è una delle parti più suggestive del percorso sia per la campagna che lo circonda sia per la presenza delle ex cave di Luneo (oltre il Cimetto dopo aver percorso circa 0.15 Km di tratturo), area caratterizzata da cave di argilla dimesse rinaturalizzatesi nelle quali si alternano formazioni boscate a canneti.
L´area delle ex cave (Comune di Martellago) ospita animali anfibi tra i quali si segnalano la rana verde, la raganella italica, il rospo comune; tra i rettili la biscia dal collare (non velenosa), mentre tra gli uccelli va menzionata la presenza dell´airone cenerino, della gazzetta, del martin pescatore, del cuculo, del picchio rosso e del gheppio.
(fonte: Arpav servizi Ambientali – Educazione per la sostenibilità)

Nota: Al momento della stesura del percorso non siamo a conoscenza se l´area sia vistabile e con quali modalità.


Mirano – Via Zinelli: 18.5 Km.
Il tratturo lungo lo scolo si presenta abbastanza curato, soprattutto nella parte dove ci sono i campi coltivati e con un fondo non particolarmente impegnativo.
L´arrivo in Via Zinelli è preceduto dalla presenza di un´ennesima sbarra (non presenta grandi difficoltà).
Arrivati sulla strada asfaltata giriamo a sinistra – attenzione non c´è pista ciclabile - per raggiungere la rotonda dove prendiamo la seconda uscita, sempre in Via Zinelli.
Questo tratto di Via Zinelli è una strada a traffico limitato ai soli residenti con la peculiarità di essere considerata una pista ciclabile – vedi cartellonistica inizio strada.


Mirano – Via Zinelli – Scolo Parauro: 19.3 Km.
La "ciclabile" è un lungo rettilineo che invoglia gli automobilisti a correre oltre il limite e quindi vi suggeriamo di procederee lungo il marciapiedi che si presenta abbastanza largo.
All´altezza della curva ad angolo retto, subito dopo aver superato lo scolo Parauro, giriamo a destra sul tratturo che lo affianca.
Percorse poche decine di metri, a sinistra, si nota la vegetazione che caratterizza il Bosco del Parauro che ci accompagna sino a raggiungere Via Parauro (19.8 Km.) dove giriamo a sinistra sulla pista ciclo-pedonale in direzione Mirano.


Mirano – Via Refosso Vallona: 20.8 Km.
La pista ciclabile ci accompagna sino a raggiungere il passaggio pedonale con il quale possiamo attraversare la strada e imboccare lo sterrato di Via Refosso Vallona.
Prima della rotonda che porta al nuovo ingresso dell´Ospedale di Mirano, a sinistra, si nota Villa Querini.
Lo sterrato termina sulle rive del Muson Vecchio ( 21.6 Km.) dove, dopo aver attraversato il ponte (solo ciclo-pedonale), giriamo a sinistra sullo sterrato che ci porterà ai Mulini di Sopra( 22.8 Km.), dove riattraversiamo il Muson Vecchio per arrivare in Via Parauro dove svoltiamo a destra.
Percorse poche decine di metri pieghiamo a destra per entrare nel parco di Villa Belvedere.


Mirano – Via Giudecca: 23.2 Km.
Una volta all´interno dell´area della villa è possibile (rigorosamente a piedi) visitare il suo bellissimo parco, con Villa Morosini e il Castelletto.
Usciti in Via Belvedere proseguiamo dritti lungo la ciclabile che non ci abbandonerà più sino al punto di arrivo.
Giunti all´incrocio con Via Giudecca giriamo a destra, dove sono degne di nota le ville venete Barbarigo, Lassotovich e Barbarigo, Astori, Carraro.
La ciclabile si presenta come un lungorettilineo che ci porta al punto da cui siamo partiti.


FINE Mirano - Parcheggio stadio comunale: 24.5 Km.
Oltrepassate le ville venete seguiamo la ciclabile che ci porta al punto da cui eravamo partiti.