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Laguna

Mestre: alla ricerca della storia perduta


Premessa.
Presentazione.
Un pò di storia
Curiosità lungo il percorso
      -- Castelvecchio
      -- Castelnuovo
      -- Quel che resta del Castelnuovo
      -- Chiesa di San Girolamo.
      -- Duomo di San Lorenzo.
      -- La Scoleta.
      -- Teatro Balbi.
Curiosità storiche.
Il fiume Marzenego e l´Osellino.
La Fossa Gradeniga - Canal Salso.
Caratteristiche del Percorso
Descrizione del Percorso



Premessa.
Mestre, porta d´ingresso a Venezia, la cui storia è stata cancellata in nome del progresso. Questo breve itinerario vuole riscoprire quel poco che rimane delle antiche vestigia di una città, la terza più popolosa del Veneto, nel cui gonfalone compare la scritta "Sempre Fedele", assegnatole dalla Serenissima, a testimoniare come Mestre si sia sempre posta a baluardo per la sua difesa.

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Presentazione.
Per recuperare qualche notizia sulla storia di Mestre abbiamo dovuto fare un grosso lavoro di ricerca, fatto di piccoli pezzi che messi assieme hanno permesso di scoprire i "tesori di Mestre" ancora rimasti.
È doveroso quindi elencare le fonti da cui abbiamo attinto le notizie:
- Sergio Barizza: (youtube) "La storia di Mestre", Convegni presso il Laurentianun di Mestre (11 e 18 maggio 2017) per conto dell´associazione Mestre Mia.
- Paola Sfameni:(youtube) "Itinerario Storico nel Castelnuovo" del 30/09/2017.
- Giovanni Canavese: youtube) "Mestre com´è e com´era" agosto 2015.
- Claudio Pasqual: "Breve storia delle acque di Mestre, in occasione del Marzenego scoperchiato". Luglio 2012
Il resto è ricerca in biblioteca.

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Un pò di storia.
L´origine della città rimane incerta, anche se qualche leggenda la lega a Mesthle, seguace di Antenero (fuggiasco di Troia) da cui sembra discendere il popolo Veneto. Il toponimo, probabilmente deriva dal nome di personale romano "Mestero Mestrius" che abitava la zona o più semplicemente dal nome di un corso d´acqua dove era sorto il primo nucleo.
Sembra plausibile che il primo insediamento romano non fosse altro che un posto di cambio dei cavilli, lungo la via Annia, che portava ad Altino e Aquileia. Sembra certa la presenza di "castrum", noto più avanti come Castelvecchio
In epoca romana la zona era prevalentemente una palude caratterizzata da fitte foreste di cui il bosco di Carpenedo ne è testimonianza.
Il primo documento che cita Mestre risale al 994, dove il futuro Imperatore del Sacro Romano Impero, Ottone III, con atto di donazione ringrazia i conti di Collalto per i servigi offerti.
In epoca medioevale Mestre è zona di confine tra il Ducato di Venezia e il Sacro Romano Impero e con il suo porto (di Cavergnago), posto alla foce naturale di quello che conosciamo come Fiume Marzenego, divenne punto importantissimo per o smistamento delle merci verso Venezia.
Mestre come tutto il territorio circostante subì catastrofiche conseguenze dalle invasioni barbariche e in modo particolare da quelle degli unni di Attila e degli Ungari.
Nel 1152 Mestre, con il porto e il castello (Castelvecchio), passa sotto il controllo del Vescovo di Treviso (bolla di Papa Eugenio III) e quasi un secolo dopo (1237) è devastata dalle truppe di Ezzelino III da Romano che la occupò, dal 1245 al 1250.
Castelvecchio sarà poi distrutto nel 1274 da un devastante incendio.
Nel 1323, Mestre, così come Treviso passa sotto il controllo della signoria di Verona (Cangrande della Scala). Tra il 1337 e il 1338 il borgo di Mestre passa sotto il dominio di Venezia che con Andrea Morosini conquista Castelvecchio, con formale assegnazione da parte dell´Imperatore Ludovico IV il Bavaro al Doge Francesco Dandolo.
Venezia invia a Mestre un "Podestà", affiancato poi da un "Capitano"(magistrato con funzioni militari),dipendente dalla rettoria di Treviso, anch´essa sottomessa alla Serenissima.(¹)
(¹)(Bibliografia: "I podestà di Mestre dal 1338 al 1797" di Emiliano Balistreri).

Ritenuta Mestre strategica per la sua sopravvivenza, Venezia, nel 1400, scava la "Fossa Gradeniga" (Canal Salso), la cui importanza aumenta quando il corso del Fiume Marzenego viene deviato verso Altino (deviazione che oggi è nota come Osellino) rendendolo impraticabile alla navigabile.
Nel 1337, i veneziani abbandonano Castelvecchio perchè soggetto a periodiche alluvioni e iniziano a costruire il Castelnuovo (abbattuto nel 1700), le cui mura non saranno mai terminate per mancanza di fondi.
Nella metà del 1400, al rettore è affiancato un "Consiglio di cittadini" che si insedia nella Provvederia.
Dopo la sconfitta di Agnadello, 14 maggio 1509,⟨ Guerra di Cambrai 1508 - 1516⟩, il Castello di Mestre diviene il baluardo per la difesa di Venezia e Treviso.
Nel 1513 Mestre fu occupata e saccheggiata dagli Spagnoli e dai Tedeschi ed è in quest´occasione, che a fronte della strenua resistenza, fu onorata del titolo di "Mestre Fedelissima", che compare nel gonfalone cittadino.
Con la caduta della Serenissima, a causa del Bonaparte, Mestre diviene "Comune" all´interno del mandamento del Tagliamento.
Alla caduta del Bonaparte (1814), Mestre, come Venezia, passa sotto il dominio Asburgico che nel 1842 inaugura il ponte ferroviario che collega le due località.
Sei anni dopo, mentre i Veneziani guidati da Daniele Manin proclamavano la "Repubblica di San Marco", i mestrini assaltano e occupano Forte Marghera (22 marzo 1848) riconquistato dagli austriaci il 18 giugno 1848.
Il 27 ottobre 1848 gli insorti liberano, anche se per poche ore, la città, evento passato alla storia come la "Sortita di Forte Marghera" a ricordo della quale, il 4 aprile 1886, fu inaugurata una colonna commemorativa, posta in Piazza XXVII Ottobre, nota ai mestrini come "Piazza Barche".
Nel 1886 Mestre è ancora un piccolo centro, con i vicini boschi di Chirignago ⟨ bosco di querce "numerate" e gestito dal comune, distrutto durante la 1ˆ guerra mondiale per la grande richiesta di legno ⟩ e di Favaro.
Nel 1917 a sud di Mestre nasce il polo industriale di Marghera che segnerà profondamente la sua storia. Nel 1926 il "Comune" viene sciolto e incorporato in quello di Venezia.
Nel 1933, il ponte ferroviario è affiancato dal "ponte del Littorio", ora della Libertà e sempre nello stesso anno viene realizzato il Corso Principe di Piemonte conosciuto ora come Corso del Popolo.
Nel dopoguerra, sulla spinta dello sviluppo del polo industriale, Mestre subisce l´assalto dei nuovi barbari che in nome del progresso devastano la parte storica per far spazio a nuove e "moderne" costruzioni.
La difficile riqualificazione della città passa anche attraverso la recente apertura del Museo M9, dedicato alla storia del ´900, anche se, Mestre, nell´immaginario collettivo rimane sempre un posto di transito da e per Venezia.

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Curiosità lungo il percorso:

Villa Querini – Via Circonvallazione
Tipica villa veneta eretta sulla fine del 1600 sulle rive del ramo sud del Marzenego.
L´edificio è di proprietà della Città Metropolitana di Venezia e sede di uffici comunali mentre il parco è stato adibito a giardino pubblico.

Villa Erizzo – Piazzale Sicilia
In piazzale Sicilia, ex Regina Margherita, era posto il foro boario (mercato dei bovini).
Villa Erizzo, che domina la piazza, fu costruita sulla fine del XVII sec..
Originariamente, a fianco delle torrette c´erano delle terrazze, eliminate nel 1937 dal Conte Volpi di Misurata. L´aumento di volume abitativo fu necessario poiché il Volpi ne fece sede dalla società Cellina consociata della SADE.
All´interno affreschi molto belli, vedibili poiché sede della biblioteca comunale. Sul retro c´era un bellissimo parco con un centinaio di statue (ne rimangono tre) esistente sino al 1919, poi distrutto per far posto alla lottizzazione di Mestre.


Castelvecchio
Sorto probabilmente su di un esistente "Castrum romano", è sicuramente il primo nucleo di Mestre, eretto sull´area dell´ex ospedale Umberto I.(²)
Castelvecchio, postazione militare non fortificata, come linea difensiva aveva un fossato, la cui presenza è testimoniata da quel che resta del "ponte di Castelvecchio" – 1300 circa – visibile dai giardini di Via Einaudi.
L´esistenza del castello è avvalorata da una bolla pontificia di Papa Eugenio III ⟨3 maggio 1152⟩ con la quale veniva riconosciuta, al vescovo di Treviso la proprietà del castello e delle aree circostanti.
(²)(Bibliografia: "Ricerca su Mestre Medioevale" di Wladimiro Dorigo).

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Castelnuovo
Castelnuovo costituisce il cuore della Mestre attuale, aveva la forma di “scudo” e le sue mura correvano, grossomodo, lungo le attuali Via Spalti, Via Caneve, Via Torre Belfredo e Via Pio X.
Fu costruito dai veneziani dopo la conquista del territorio attorno al 1337, dove già esistevano delle torri difensive fatte erigere da famiglie signorili (vedi Torre dell´Orologio).
Il castello era costituito da numerose torri e torrini (il numero esatto non è mai stato definito poiché fonti storiche parlano di undici manufatti mentre altri ne indicano diciassette.)
Dove ora sorge la Provvederia c´era il Mastio, di fronte al quale sorgeva il Palazzo del "rettore".
Tre erano le vie d´accesso, con le relative torri, chiamate anche "torri daziarie" (punti in cui si dovevano pagare i tributi per le merci in transito):
    - la Porta Altino o dei Molini, ad est,
    - la Porta Belfredo, ad ovest,
    - la Porta di Borgo o della Loza ⟨"della loggia"⟩ ora dell´Orologio.
Il Castello sarà uno dei fortilizi principali per la difesa di Venezia sino al 1700, quando le sue mura furono definitivamente smantellate.

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Quel che rimane del Castelnuovo
Del castello non rimane quasi nulla se non:
La Torre dell´Orologio: È l´unica torre rimasta integra dell´antico Castelnuovo, costruita dai Collalto attorno al 1100, e ne cstituiva l´ingresso sud.
Alla fine del cinquecento fu installato l´orologio lato Via Palazzo mentre quello verso Piazza Ferretto risale al secolo successivo. La torre è stata assunta a simbolo della città.
Torre Moza: Posta in Via Splati è stata trasformata in residenza privata.
Torresino dei giardini di Via Torre Belfredo: trasformata in residenza privata è caratterizzata da un brevissimo tratto di mura. Resto di un torrino adiacente a torrino adiacente a "porta Altinate", ex parco di Villa Ponci.
Anche se non più esistente va´ citata la Torre Belfredo, posta sull´omonima via, costituiva l´ingresso al castello per chi giungeva da Treviso.
La torre fu abbattuta nel 1876 per allargare la strada, ma verosimilmente perché i proprietari non avevano intenzione di continuare a pagare le tasse su un manufatto che non portava profitti, cosa questa che ha caratterizzato anche numerose ville della riviera del Brenta, come Villa Valmarana.
Dove sorgeva la torre, ora ci sono dei mattoni rossi che ne indicano l´originaria posizione come pure in Via Caneve, dove indicano la posizione di Porta Vituria-Altinate.

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Ponte della Campana
Posto sul "Rio delle Muneghe" (vedi Marzenego), costituisce una delle porte d´ingresso Piazza Ferretto.

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Chiesa di San Girolamo
La Chiesa è uno dei manufatti più antichi di Mestre, le cui origini sono fatte risalire al 1200, anche se dell´edificio originale rimane ben poco.
La parte più antica è sicuramente l´abside dove, è custodito il Cristo crocefisso di legno, probabilmente della fine del 1400, cui è legata la leggenda dei pescatori che, trovatolo nel rio San Girolamo, volevano portarlo nella Chiesa Maggiore (Duomo di San Lorenzo) senza però riuscirvi.
Il crocefisso si "mosse" solo quando decisero di portarlo nella Chiesa di San Girolamo. Il vicino campanile risale al 1400.

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Duomo di San Lorenzo – Piazza Ferretto
La sua prima edificazione è fatta risalire all´Alto Medioevo.
La facciata dell´edificio è in stile neoclassico, a un´unica navata.
L´altare maggiore, che proviene dall´ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie, sopra il quale c´è una bellissima tela datata 1593.
Nella sagrestia è conservata la "Madonna del Don", trovata nel 1943 dagli Alpini durante la Campagna di Russia.
Nel vicino campanile si trova la "Campana Borromea" donata nel 1513 da San Carlo Borromeo in visita alla città.
Il Duomo era circondato dal "Cemeterio" i cui resti si possono vedere nel giardino lato nord.

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Scoleta.
A fianco del duomo di San Lorenzo e di fronte al Marzenego sorge l´unica costruzione medioevale presente in città nota come " scoletta ", probabilmente della fine del 1200 e ora sede del Laurentianun, con la scala esterna del 1400, quasi unica nel suo genere perché coperta.

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Ex Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Situata in Via Poerio, è una chiesa sconsacrata nel 1806, ora una delle entrate secondarie del Museo M9.
Dal 1500 fu sede del Convento delle suore Benedettine, abbandonato con l´avvento di Napoleone, fu in seguito rimaneggiato a distretto militare e recentemente costituisce uno degli ingressi del museo M9.
Un tempo custodiva un´immagine della Madonna che ora si trova nella Chiesa di san Rocco in Via Manin.


Chiesa di San Rocco
Sorge in via Manin e contiene il bassorilievo dell´immagine della Madonna delle Grazie (precedentemente presente nella Chiesa Maria delle Grazie), portato via dalle suore quando gli editti napoleonici le costrinsero a lasciare il convento.
Il bassorilievo fu restituito a Mestre e posto nella Chiesa di San Rocco, con grande cerimonia religiosa nella prima metà tra il 1835-1840.

Piazzetta Matter, dopo il ponte delle Erbe
Chiamata anticamente piazza "dei Porci", e in seguito (metà del 1700) "della legna", poiché vi si vendeva il legname recuperato ⟨solo su autorizzazione⟩ dal bosco di Carpenedo e che poteva essere comprata solo dalla povera gente.


Teatro Balbi.
Il teatro fu eretto nel 1778 su progetto di Gian Antonio Selva ⟨direttore del teatro la Fenice⟩, sorgeva nelle vicinanze dell´hotel Venezia ⟨di fronte Palazzo le Barche⟩ fu abbattuto nel 1812 su richiesta dei proprietari ⟨N.F. Balbi⟩ causa la non rendita del fabbricato.
L´autorizzazione all´abbattimento prevedeva la conservazione dell´avancorpo poiché facilmente trasformabile in abitazioni.
Quella che era la facciata del teatro, si può notare entrando nella Galleria Teatro Vecchio. Il teatro Baldi era considerato anche più bello di quello della Fenice.

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La fabbrica del cioccolato.
Fino al 1960 al posto dell´edificio delle Barche, prima COIN, sorgeva lo Stabilimento Taboga, di proprietà dei Ticozzi, con tanto di ciminiera, dove si lavorava il cioccolato.
Nel 1848 la fabbrica fu spostata temporaneamente a Scaltenigo, dove i proprietari possedevano una villa, per evitare i disordini dei moti rivoluzionari. Vicino alla fabbrica, sulle rive del Marzenego, c´era un lavatoio.

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Curiosità storiche.
Riviera XX Settembre: chiamata così perché prima della seconda guerra c´era un corso d´acqua sulle cui sponde vi erano le ville dei ricchi mestrini tra cui i Picozzi.
1883 - È inaugurato Viale Garibaldi dal sindaco Napoleone Picozzi che aveva l´ambizione di copiare i grandi viali di Parigi di cui si era innamorato.
1891 – Inaugurato il tram trainato da cavalli.
1904 – Il tram a cavalli è trasformato a trazione elettrica. ⟨Prima città del Veneto⟩. Il tram, che passava per la stazione ferroviaria, arrivava a San Giuliano, sede canottieri Mestre, da dove partivano i battelli per Venezia.
1906 - Ad opera di privati e ricchi cittadini di Mestre, viene aperto l´Ospedale Umberto I.
1912 - Mestre ha il suo acquedotto. L´acqua è prelevata dal fiume Sile vicino a Quinto di Treviso.

1913 - È costruita la Galleria Vittorio Emanuele, ora Galleria Matteotti, per opera dei Toniolo e simbolo del sentirsi città con il vicino omonimo teatro.
1915 - È inaugurato il Teatro Excelsior, edificio espressione dello stile liberty con decorazioni eseguite dal maestro fonditore Belletto, su progetto dell´architetto Rossato.


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Il fiume Marzenego e l´Osellino.
Il fiume assume questo nome solo dopo aver attraversato Resana(TV).
È un fiume di pianura dal corso "lento" che però non ha evitato disastrose alluvioni.
Poco prima di entrare in Mestre il fiume si divide in due rami: uno scorre a nord, chiamato "Rio delle Beccarie" mentre l´altro scorre a sud ed è noto come " Rio delle Muneghe".
Il Rio delle Beccarie passa in prossimità della torre dell´orologio.
Il Rio delle Muneghe, riportato all´aperto di recente, è la prosecuzione del tratto interrato che scorre sotto Via Riviera XX Settembre ⟨chiamata così perché prima della seconda guerra mondiale sulle sue sponde vi erano le ville dei ricchi mestrini sue sponde vi erano le ville dei ricchi mestrini tra cui i Picozzi⟩, e deve il suo nome alla presenza dell´;ex monastero femminile di Santa Maria delle Grazie.
Il rio delle Muneghe potrebbe essere l´antico alveo del Muson, prima che quest´ ultimo fosse deviato sulla Brenta con il Taglio Nuovissimo a Mirano.
I due rami si riuniscono poco più a est, nel rio Osellino, canale artificiale fatto scavare dai veneziani, all´inizio del Cinquecento, per allontanare la foce del Marzenego, fonte di "malaria", ritenuta troppo vicina all´abitato.
Il corso del canale, prima tortuoso, fu "rettificato" nel 1781 e poco prima di arrivare in laguna deviato per farlo sfociare più a nord, dove ora c´è l´aeroporto.
Lungo il suo corso c´erano, probabilmente, due porti di una certa importanza: uno posto all´altezza del ponte della campana e l´altro, comunemente indicato come "porto di Cavergnago", più vicino alla laguna, e quindi il Marzenego fu importante via commerciale da e per Venezia almeno fino allo scavo della " Fossa Gradeniga " ⟨ Canal Salso⟩ che ne determinò l´oblio.

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La Fossa Gradeniga - Canal Salso”
Fatto scavare dai veneziani subito dopo la conquista della terraferma ed ultimato nel 1361.
Di forma tipicamente rettilinea, la " Fossa Gradeniga" collegava la laguna al centro di Mestre arrivando al "porto delle barche"ai piedi della colonna della "sortita", inaugurata il 04 aprile 1886.
Il canale rappresentò per molto tempo la principale via di comunicazione tra Venezia e la terraferma, facendo di Mestre un importante punto commerciale divenendo, di fatto, il nuovo cuore del borgo come testimonia la costruzione del teatro Baldi aperto nel 1778.
Sulle sponde del canal Salso sorsero importanti manifatture industriali come la fabbrica di scope Krul, ora sede di uffici comunali, o quella di oli minerali Matter, ora sede della Camera di Commercio.
Nei primi anni del 1900, a servizio dei magazzini del cotone ⟨ zona della Carbonifera⟩ fu scavata la darsena.
Tra il 1932 e il 1933 parte del Canal Salso, partendo dal "porto", fu interrato dando cosÌ vita a piazza XXVII Ottobre ⟨ma che per i Mestrini rimane sempre Piazza barche⟩ trasformata poi in svincolo stradale per collegare Via Principe di Piemonte ⟨Corso del Popolo⟩ al cuore della città, Piazza Umberto I ora Ferretto.
Il parziale interramento e il costruendo Porto Industriale di Marghera, segnano l´nizio del declino per il Canal Salso.
Prima di sfociare in laguna il Canal Salso si divide in due rami che "avvolgono" Forte Marghera.


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Caratteristiche del Percorso
Il 45% del percorso si svolge su asfalto mentre la parte restante è rappresentata da tratti sterrati ⟨13.9 %⟩ e tratturi ⟨15.4%%⟩ che non presentano particolari difficoltà mentre le piste ciclabili so pari al 25.6%
Questo percorso presneta due tratti molto pericolosi; ilprimo che da pazza XXVII Ottobre porta i Via Forte Marghera, il secondo che da Tessera porta a Carpenedo, entrambi molto trafficati e privi di pista ciclabile.

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DATI DEL PERCORSO

Data 10 giugno 2018 - 06 gennaio 2019
Partenza - Arrivo Mestre – Parcheggio Candiani
Lunghezza 25.1 Km
Tempo percorrenza 1 h e 40´
Difficoltà Facile
Velocità media 15 Km/h
Dislivello: salita 0.0 mt.
Bicicletta consigliata MTB
Strada asfalta 45.1% - 11.3 Km.
Pista Ciclabile 25.6% - 6.4 Km..
Sterrato 13.9% - 3.5 Km.
Tratturo 15.4% - 3.9 Km.

Altimetria percorso.

Foto: Da Villa Querini a Piazza Ferretto ← → Foto: Il Castelnuovo ← → Foto: Dalla Fossa Gradeniga a Castenvecchio


Links:

Museo M9 ← → Bosco di Mestre ← → Il fiume Marzenego ← → Antica scuola dei Battuti ← → Associazione Mestre Mia


Video:

Campalto: La Laguna← → Forte Marghera← → Forte Marghera← →




DESCRIZIONE PERCORSO

START: Mestre - Parcheggio Candiani.
Usciti dal parcheggio, attraversiamo via Circonvallazione per proseguire in Via Olimpia dove pochi metri, attraversiamo il Marzenego ( 0.2 Km.)per entrare nel parco di Villa Querini.
Nota: Il parco è poco curato e ritrovo di gente, all´apparenza, poco affidabile.
Usciti dal parco, attraversiamo Via Circonvallazione ⟨semaforo⟩ per portarci in Via Riviera XX settembre ⟨zona pedonale⟩ e proseguiamo sino a incrociare Via Rosa.


Mestre – Via Rosa: 0.8 Km.
Arrivati in Via Rosa, giriamo a destra. La ciclopedonale ci porta in quello che era " il foro boario" ⟨ex piazza Regina Margherita⟩ ora noto come Piazzale Sicilia.
All’incrocio con Via G.Carducci c´è Villa Errera (0.95 Km.) sede della biblioteca Comunale.


Mestre - Via Brenta Vecchia: 1.1 Km.
In Via Carducci giriamo a sinistra sino a raggiungere Via Brenta Vecchia ⟨inizio ciclabile⟩ per arrivare sino all´ingresso del Museo M9, ⟨museo multimediale del ´900 italiano⟩ da dove, lungo la ciclabile si arriva in Via Poerio.
Oltrepassiamo il Marzenego e percorrendo la pedonale, accanto alla " scoletta" ⟨ Scuola Dei Battuti del secolo XVI- uno degli edifici più antichi di Mestre⟩ ora sede dell´Istituto di Cultura Laurentianum, si arriva al il ponte della "Campana" che c´introduce in Piazza Ferretto.
Sul lato opposto si nota la facciata dell´ex chiesa ⟨sconsacrata⟩ del convento di Santa Maria delle Grazie, chiuso dalle leggi napoleoniche e poi trasformato in distretto militare.


Mestre - Piazza Ferretto e via Pescheria Vecchia: 1.7 Km
Entrati in piazza Erminio Ferretto ⟨partigiano⟩, già Umberto I ⟨durante il ventennio fascista intitolata a Ettore Muti⟩, a destra c´è il Duomo di San Lorenzo e l´ingresso della "scoletta" caratterizzata da uno dei rari esempi di , risalente al 1400.
Di fronte al duomo, alla fine di Via Cesare Battisti, c´è il Teatro Toniolo, ⟨ inaugurato il 30 agosto 1913 con il Rigoletto di Verdi⟩, e alla sua sinistra la galleria Matteotti ⟨ 1912⟩, già Vittorio Emanuele III, con copertura in vetro e acciaio stile liberty, dove il primo negozio aprì nel 1927.
Nella piazza, degni di nota sono:
   - Palazzo Vivit, sede della casa del fascio e nel 1944 trasformata in prigione dalle brigate nere.
   - Palazzo Da Recon accanto la caratteristica Corte Da Re.
   - L’ex teatro Excelsior, altro esempio di stile liberty, costruito nel 1915.
Alla fine della piazza c´è il "ponte delle erbe" e piazzetta Matter, dominate dalla sagoma della torre dell´orologio.


Mestre – Via Torre Belfredo e Palazzo della Provvederia: 2.0 Km.
Prima del ponte delle erbe giriamo a sinistra in Via della Pescheria Vecchia il cui toponimo individua il posto dove probabilmente era venduto il pesce.
Una volta arrivati al ponte, attraversiamo il Marzenego e giriamo a sinistra in Riviera Magellano e quindi lungo via della Torre per arrivare in Piazzetta Matter, alla base della Torre della Loza ⟨loggia, ora dell´Orologio.⟩
Attraversiamo Via San Rocco per entrare "nel Castelnuovo" inserendoci in Via Palazzo. ⟨area pedonale⟩, con i caratteristici edifici bassi e porticati, al termine della quale s´incrociano Via Torre Belfredo e Viale Garibaldi.
Qui si trovano gli edifici storici della Provvederia ⟨a sinistra⟩ e del Comune a destra.
Giriamo a sinistra in Via torre Belfredo.


Mestre – Via Spalti e Torre Moza: 2.4 Km
Proseguiamo dritti sino a Villa Della Giusta (2.2 Km.) dove sul marciapiede, in entrambi i lati, è evidenziato il perimetro dove sorgeva torre Belfredo.
Pochi metri più avanti, a sinistra, si trova un giardino pubblico all´interno del quale potete vedere una piccola parte delle mura di Castelnuovo e torresino.
A destra della piccola torre c´è una lapide che ricorda il barone Francesco Bandiera (Venezia 1785 – Carpenedo 1847), già ufficiale della Marina del Regno italico e quindi ammiraglio nella Marina da guerra austriaca, dalla quale si dimise dopo che i figli, Emilio e Attilio (patrioti italiani ed eroi del risorgimento italiano), vennero fucilati con altri sette compagni nel Vallone di Rovito (Cosenza) il 25 luglio 1844.
I corpi di Emilio e Attilio Bandiera riposano nel Pantheon di Venezia: la chiesa di San Zanipolo.
Usciti, dai "giardini delle Mura" proseguiamo lungo Via Spalti sino a raggiungere la Torre Moza, altro resto del Castelnuovo e ora adibita ad abitazione privata.


Mestre – Via Caneve: 2.7 Km.
Proseguiamo lungo via Spalti, attraversiamo Viale Garibaldi e alla successiva rotonda imbocchiamo la "prima uscita" per entrare in Via Caneve (in questo punto è probabile che sorgesse la Torre Vituria del Castelnuovo) dove si nota il "perimetro" dove sorgeva la porta "Altinate" del Castelnuovo.
Proseguiamo in Via San Girolamo per arrivare all´ omonima Chiesa, la più antica di Mestre (2,9 Km.) dove è costudito un crocefisso ligneo del 1400.
Dopo la chiesa, in Via Parco Ponci e prima di Via Fapanni, si notano i i resti delle mura che facevano capo alla torre Altinate.


Mestre – Via Fapanni e Torre Altinate: 3.1 Km.
In Via Fapanni giriamo a sinistra, sino a raggiungere Piazzetta Coin ( 3.3 Km), oltre il ponte sul Marzenego, e quindi si arriva in piazza XXVII Ottobre (piazza Barche per i mestrini), dove sorge la colonna eretta a memoria della sortita del 1848 e sino ai primi del novecento, arrivava la " Fossa Gradeniga".


Mestre – Via P. Sarpi e il Teatro Balbi: 3.5 Km.
Attraversata Via Paolo Sarpi, in via Teatro Vecchio, potete vedere quello che resta del teatro Balbi (facciata).
Ritornati in Via XXVII Ottobre, giriamo a destra: da qui inizia il tratto in assoluto piùù pericoloso, poiché non essendoci piste ciclabili, si dovrà fare molta attenzione per raggiungere Via Forte Marghera.
Al Km. 3.75 () fate molta attenzione, poiché all´incrocio con Corso del Popolo dobbiamo tenerci centro strada per imboccare Via Guglielmo Pepe e raggiungere il monumento ai marinai da dove si prosegue lungo Via Forte Marghera.


Mestre – Viale F. Sansovino: 4.7 Km.
Percorsi circa 0.5 Km, giriamo in Via Sansovino e quindi a sinistra lungo Via A. Vespucci costeggiando l’Osellino sino al ponte che ci permette di attraversarlo ( 5.7 Km).
Una volta sulla sponda opposta, inizia il tratturo (1.7 Km.) lungo il corso d´acqua che reputiamo una delle parti più belle del percorso.


Mestre – Via Carlo Pertini: 7.4 Km.
Qui inizia un altro tratto "pericoloso" poiché si deve raggiungere il passaggio pedonale su Via A.Vespucci (7.6 Km), a piedi lungo il marciapiedi.
Passati sull´’altro lato della strada si prosegue verso sinistra sino a raggiungere Viale San Marco.


Mestre – Viale San Marco: 8.0 Km.
Attraversiamo Viale San Marco e seguiamo lo sterrato che ci porta all´ ingresso del Forte Marghera – 8.6 Km.
Nota: Se volete visitare il forte, dovete farlo a piedi.
Ritorniamo in Viale San Marco ( 9.1 Km.) e ci dirigiamo al Parco San Giuliano lungo la ciclabile e il caratteristico ponte a funi d´acciaio.


Campalto – Idrovora e ponte sull´Osellino: 12.8 Km.
Una volta entrati al Parco San Giuliano seguiamo la ciclabile, e all´altezza di Forte Manin (che s´intravede tra la folta vegetazione oltre l´Osellino) teniamo a sinistra e giunti al ponticello (10.3 Km.) l´asfalto termina ed inizia lo sterrato che porta a Campalto.
Giunti all´Idrovora, attraversiamo l´Osellino e giriamo a destra sempre lungo le sue sponde.
All´altezza dell´impianto di depurazione inizia un bellissimo tratturo che porta al Forte Bazzera ( 15.4 Km) dove il tratturo va a terminare e inizia un brevissimo tratto in sterrato (circa 0.3 Km).


Tessera – Attraversamento Via Triestina: 16.4 Km.
Arrivati al punto in cui il canale è interrato, giriamo a destra verso la chiesa (S.M. Assunta) e quindi raggiungiamo Via Triestina che attraverseremo nel vicino passaggio pedonale.
Giunti sul lato opposto proseguiamo a sinistra e subito dopo a destra sulla ciclabile lungo la Via Triestina che termina al Km. 17.2 dove siamo costretti ad attraversare la strada.
Nota: la strada si presenta stretta e molto trafficata e quindi dovete prestare molta attenzione.
Percorse poche centinaia di metri, sulla sinistra si nota la sagoma della " torre di Tessera" ( 17.7 Km.) di forma cilindrica, eretta dai veneziani tra il IX e il X secolo.
Lo stile di costruzione richiama quello bizantino, usato per le torri d´avvistamento di Ravenna e Pomposa.
L´attigua chiesa fu consacrata a S. Elena (madre dell´imperatore Costantino) nel 1139 dal Vescovo di Treviso.
Il manufatto è alto 24 metri e molto del materiale costruttivo proviene dalla demolizione della vicina Altino.
Alla sommità sono collocate due piccole campane, una delle quali riporta l´anno di fusione (1509).
Lo edifico è di proprietà privata e uno dei più antichi di Mestre.


Carpenedo – Viale Garibaldi: 22.8 Km.
Proseguiamo dritti in direzione Favaro Vento e quindi Campalto.
Qui inizia il secondo tratto con un tasso di pericolosità molto alto, poiché privo di pista ciclabile e al Km. 19.5 () iniziano i binari del tram che ci accompagneranno sino all´incrocio con Via Ca´ Rossa.(22.5 Km.)
Nota: In questo tratto, qualche accenno di pista ciclabile c´è, ma di livello tale da non poter essere considerata. Fate attenzione al tratto, dove scorrono i binari: la careggiata molte volte si restringe al punto che dovete invade la "corsia del tram".
Arrivati a Carpenedo, notiamo subito la Chiesa dedicata ai Santi Gervasio e Protasio, affacciata su Viale Garibaldi, dove sul lato destro inizia la ciclabile che ci porta in Via Ognissanti.
Viale Garibaldi: Aperto nel 1883 dal sindaco di Mestre, Napoleone Picozzi, dopo una sua visita a Parigi dove rimase impressionato dalla maestosità del Viale dei Campi Elisi.(Avenue des Champs Elysees).


Mestre – Via Ognissanti: 23.5 Km.
Una volta in Viale Garibaldi, sulla destra, inizia una bella ciclabile che conduce prima in Via Ognissanti e quindi, con le dovute attenzioni, consente l´attraversamento di Via Santa Maria dei Battuti e d´imboccare il sottopasso con il quale raggiungere il lato opposto di Via Giovanni da Verazzano. ( 27.7 Km.).
Nota: percorsi pochi metri di Viale Garibaldi, a destra, c´è villa Franchin, sede della "Comando Nazista della Piazza di Mestre" dove si tennero le trattative che portarono alla resa dei tedeschi e alla liberazione della città il 28 aprile 1945.


Mestre – Via Manin: 24.3 Km.
Usciti dal sottopasso, giriamo a destra e procediamo lungo Via Santa Maria dei Battuti.
Giunti in Via Spalti dobbiamo proseguire, a piedi, lungo il marciapiede sino in Via Manin, dove c´è la Chiesa intitolata alla Madonna della Salute, e a fianco l´antico " Hospitale", costruito dalla scuola di santa Maria dei Battuti su "un sedime di terra vacua" donato da una certa Mabilia, figlia di Orgelerio da Mestre.
Nel 1983 l’ospedale fu ristrutturato e trasformato in miniappartamenti.
Di fronte al "vecchio ospedale" sorge la casa dove per un breve periodo abitò Daniele Manin, ricordato per essere stato l´unico presidente della "Repubblica di San Marco", istituita nel marzo del 1848 a seguito dell´insurrezione contro gli austriaci che ne posero fine nell´agosto dell´anno successivo.
Proseguiamo, a piedi poiché la strada è a senso unico con direzione di marcia inversa alla nostra, e dopo un centinaio di metri attraversiamo Via San Rocco, dove a destra c´è la ciclabile che porta all´omonima Chiesa ( 24.5 Km.).


Mestre – Luigi Einaudi: 24.6 Km.
Giunti alla Chiesa di San Rocco ci dirigono a destra, per entrare in un piccolo giardino pubblico che costeggia il Marzenego.
Arrivati in Via Einaudi e passato il ponte (a destra), si entra in un altro giardino pubblico, da dove è possibile vedere quel che resta del ponte di Castelvecchio.
L´uscita dal giardino porta sempre in Via Einaudi ( 24.5 Km.), dove giriamo a sinistra per ritornare al punto di partenza.


FINE -- START: Mestre - Parcheggio Candiani 25 km.